Si dimettono anche gli “ortodossi”, il Sindaco non ha più una maggioranza?

Piovono dimissioni come scrosci in un temporale estivo. Dopo le dimissioni dell’assessora Alessandra Penzo, stavolta è stato il turno dei cinque consiglieri del Movimento 5 Stelle da tutti conosciuti come “gli ortodossi” della maggioranza rei, a quanto pare, di non accettare una possibile alleanza con il PD alle prossime elezioni amministrative.

E’ il venerdì nero per il Movimento 5 Stelle perché di fatto, con le dimissioni, dei cinque consiglieri, il sindaco Alessandro Ferro, bersaglio principale delle critiche dei dimissionari, non ha più una maggioranza compatta su cui poter contare. Il presidente del consiglio comunale Endri Bullo, il suo vice Davide Penzo, il capogruppo Paolo Bonfà ed i consiglieri Daniele Padoan e Massimo Monaro hanno dunque deciso di dimettersi e, soprattutto di svuotare il sacco, accusando il Sindaco di ogni cosa, addirittura (se fosse vera sarebbe davvero una notizia grottesca e degna di un film di Totò) di voler sostituire il leone marciano della colonna di Vigo con un leone in bronzo.

“Motivazioni politiche e pratiche – ha detto Bullo – mi hanno indotto a rassegnare le dimissioni, non potendo più rimanere all’interno di un gruppo che non condivide i miei principi“. Endri Bullo che poi, sul suo profilo, pubblica un post con scritto: inizio del nuovo lavoro, oggi libero cittadino.

Paolo Bonfà e Daniele Padoan hanno cercato di entrare nel dettaglio delle divergenze che hanno portato alla rottura con il sindaco. “Non è vero – ha detto Bonfà – che siamo stati fatti fuori perché avevamo proposto Alessandro Penzo (presente alla conferenza stampa, ndr) come candidata sindaca, ma perché ci siamo opposti all’alleanza elettorale con il PD. Mi piace essere definito un ortodosso perché da sempre seguo i principi fondanti del Movimento 5 Stelle”.

Daniele Padoan indica un lunghissimo elenco delle “malefatte” del sindaco Ferro: dal ponte sulla laguna che avrebbe dovuto collegare il tribunale con l’isola dell’Unione e che aveva fatto dimettere l’ex assessora ai lavori pubblici Elga Messina alla pessima gestione dell’affaire Kursaal. “Un giorno – dice Padoan – elogia il lavoro della Penzo ed il giorno dopo la sfiducia. Come non interessarsi della grave situazione economica in cui versa l’Ipab Casson. E ancora la riqualificazione di riva Vena mai partita, il parcheggio dell’Isola dell’Unione che si sarebbe potuto fermare senza alcun danno erariale, l’intrusione di un imprenditore di Sottomarina e di un amministratore nell’ufficio della Penzo che, in fretta e furia, hanno poi recuperati i cellulari nascosti in un armadio. L’arrivo dell’addizionale Irpef , dovuto al mancato gettito erariale”. Ma è proprio tra i cunicoli di un bilancio troppo in rosso che, probabilmente, si è insinuato il tarlo che ha fatto implodere il Movimento 5 Stelle a qualche mese, ormai, dalle elezioni.

Lunedì, intanto, era previsto il Consiglio Comunale che, con l’aggiunta della mozione di sfiducia promossa da Marco Dolfin, avrebbe potuto segnare definitivamente la parola fine alla giunta Ferro. Consiglio che però è stato clamorosamente rinviato a data da destinarsi. Che ci sia un altro colpo di scena dietro l’angolo?

(Nella foto: i cinque consiglieri dimissionari. In alto da sx in senso orario: Padoan, Penzo, Monaro, Bullo e Bonfà)

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