Sole, cuore e mare: la ricetta dei Matriàl

di Cristina Pappalardo –

Quando l’amore per la propria terra si unisce alla passione per la musica e la voglia di fare la differenza per tutta la comunità a cui si appartiene si esprime in una canzone, ecco allora che nasce qualcosa di diverso, qualcosa di unico. “L’isola”, video musicale dei Matriàl, band chioggiotta di rara bravura e di grande umiltà, spopola ultimamente fra i social, contando più di cento mila visualizzazioni online.

Il bagaglio storico-culturale del gruppo e l’importanza di inseguire le proprie emozioni e di costruire qualcosa di significativo, valorizzando la città in cui si è nati e in cui si vive, sono i messaggi principali che emergono dal testo della canzone. Ogni singola parola e immagine del video sono stati sapientemente scelti e montati per suscitare grande impatto visivo ed emotivo negli spettatori.

L’intento della band è appunto quello di rivalutare un territorio veneto ahimè lungamente dimenticato o stereotipato. Il sole nasce, cresce e muore a Chioggia, così come tanta vita pulsa all’interno della cittadina clodiense ridente e fiera perché abitata da gente di mare. Musicalità e sensibilità artistiche diverse hanno trovato una sintesi perfetta. Alla voce suadente di Mattia Campanaro fa da contraltare il ritmo concitato e urban rappato di Cristiano Veronese. La progettazione video di Andrea Storchi con Alessandro Mazzotta si amalgama magistralmente col montaggio e l’arrangiamento di Alessandro Donin in una sintonia affettivo-musicale senza precedenti.

Questa canzone è un inno alla vita che lascia un’impronta indelebile sulla cittadinanza. Tutti, ma in particolare i giovani chioggiotti, hanno il dovere di apprezzare le bellezze del territorio, di riconoscerle e di studiare le origini storiche dei luoghi da cui provengono. Non bisogna lasciarsi imbrigliare dalla velocità e dalla voracità della nostra società. La paralisi socio-culturale che questa pandemia ci sta imponendo non potrà durare per sempre. Il mare non ci limita. Il cuore detta le sue regole. Ascoltiamo i nostri sentimenti e lasciamoci trasportare dalle parole dei Matriàl.

Cristina Pappalardo

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