Stati Generali della Pesca: “Dopo le parole, i fatti o chiudiamo”

Il kick-off day degli Stati Generali della Pesca chiude con l’ennesimo elenco delle problematiche che attanagliano il mondo della pesca. Problematiche che diventano sempre più pressanti e che rischiano sempre di più di mettere in ginocchio un intero comparto. Da Chioggia l’appello soprattutto della marineria, la più interessata dai lavori nonostante l’assenza rumorosa, per via del fatto che, essendo lunedì, tutti i pescherecci (o quasi) sono usciti in mare facendo venire a mancare i veri protagonisti di questa kermesse, di battagliare sui tavoli che contano per far sentire le proprie ragioni.

Il ricco cartellone in programma ha mescolato il sacro al profano, nel senso che gli interventi, che si sono succeduti a partire dalle 10.30 di mattino, sono stati intervallati da spettacoli come il cooking show o le Baruffe Chiozzotte interpretate dagli attori del Piccolo Teatro Città di Chioggia. Tra i saluti iniziali non c’è stato quello del sindaco Mauro Armelao, alle prese con il covid, che è stato sostituito dal vice Daniele Tiozzo Brasiolo.

L’assessore alla pesca Cristiano Corazzari ed il suo predecessore Giuseppe Pan hanno sottolineato l’identità della nostra pesca ed il fatto che il mare Adriatico non possa essere omologabile con gli altri mari europei. E allora la vera scommessa è quella di far capire ai potenti stati del nord Europa che ridurre ulteriormente i giorni di pesca annui è sbagliato e non risolve alcun problema. Su questo punto si aspettava l’intervento da Bruxelles del ministro Patuanelli, che però ha dato buca lasciando l’interrogativo campato in aria.

Pertanto a fare la parte del leone, vista anche la clamorosa assenza del governatore Zaia, sono stati i pescatori che hanno reclamato il loro diritto a vivere e non a scomparire come vorrebbe l’Europa, senza aspettare di dover demolire le proprie imbarcazioni.

Soddisfatti comunque gli organizzatori dell’evento. “E’ stata una giornata memorabile – dice Emanuele Mazzaro, direttore del mercato ittico – non solo per il Veneto e Chioggia, ma per tutta la Pesca italiana: una rappresentazione ben riuscita della nostra Blue Economy , non più cenerentola del Pil del territorio, ma protagonista di sinergie ed intrecci con colossi dello sviluppo economico e sociale. La Pesca, in tutte le sue forme e declinazioni, ha parlato, nel 2022 siamo pronti a dare battaglia. La tutela del made in Italy deve considerare anche i prodotti ittici locali e nazionali che rappresentano un’eccellenza invidiata ed esportata a livello internazionale. E l’asse col Prosecco nella vertenza Prosek è un segnale forte per fare squadra a tutti i livelli e in tutti i tavoli europei.”

Obiettivo non andare sotto le 130 di lavoro all’anno, limite considerato di sopravvivenza, mentre sul Mose va trovata una soluzione per non dover sacrificare altre giornate di lavoro quando vengono alzate le paratie. In sostanza, dopo le belle parole del kick-off day, che ha fatto da apripista agli Stati Generali della Pesca che si terranno a maggio, adesso i pescatori si attendono che la politica li ascolti e faccia i fatti.

(Nella foto: un momento dell’evento con l’intervento di Carlo Muccio)

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