Tari, i balneari non ci stanno: Siamo noi i danneggiati

Gli imprenditori balneari non ci stanno a fare la parte dei demoni, di coloro che, non pagando la Tari, danneggiano i cittadini che si ritrovano bollette più grosse. Non ci stanno anche perché, dopo una serie infinita di trattative, in commissione consiliare hanno ricevuto una secchiata gelida in faccia sia da Veritas che dal Comune che, in realtà, hanno praticamente fatto intendere che l’unica strada che va percorsa è il pagamento della cifra dovuta.

“Abbiamo assistito – tuona Luciano Serafini di Cisa Camping – ad una arringa del signor Calligaro di Veritas che, senza avere un contraddittorio, ha esposto quella che è la sua verità, indottrinando molti consiglieri che, secondo me, non conoscevano a fondo il problema. Ci ha accusato di non voler pagare, cosa che non è assolutamente vera. Da parte nostra abbiamo sempre detto che va rivisto il regolamento comunale con un nuovo tariffario che non deve tener conto di previsioni di produzione di rifiuti che non esistono. Veritas invece ha tenuto un atteggiamento di chiusura, che pone fine al rapporto collaborativo che si era instaurato con l’amministrazione comunale che però, adesso, abbiamo visto schierarsi nettamente al fianco di Veritas. Noi non ci stiamo a passare per i delinquenti che caricano i loro debiti con il gestore sulle spalle dei cittadini, perché siamo noi invece i danneggiati. C’è un regolamento che nasce da presupposto sbagliati che ha portato a bollette insostenibili. Non vogliamo che nessuno ci venga incontra, ma un trattamento equo in base alla produzione reale dei rifiuti come dimostrabile dai formulari”.

Anche Leonardo Ranieri, nella duplice veste di consigliere comunale e consigliere di Gebis, respinge le accuse rivolte in commissione da Veritas. “Abbiamo preso atto – dice  – della totale chiusura da parte di Veritas e Comune. Esiste invece un peccato originale, che nasce nel lontano 2003 per una tariffa che doveva essere sperimentale e che dopo invece è divenuta una regola. Ci accusano di caricare sui cittadini dei costi che non esistono perché i nostri rifiuti, come si può evincere dai formulari, sono stati smaltiti da una ditta terza e quindi Veritas non ha sostenuto alcuna spesa per la produzione delle nostre immondizie. Inoltre abbiamo anche sentito che del 12 milioni e mezzo di insoluti a nostro carico ce ne sono la metà, mentre il resto è prodotto da altre aziende e anche da privati cittadini, quindi è evidente che esiste un problema Tari in città e non è dovuto solo ai balneari. Non chiediamo alcun condono tombale o sanatoria ma semplicemente un ricalcolo delle tariffe perché arrivano bollette da 20-30 mila ogni trimestre, insostenibili per molti. Un altro mistero riguarda la produzione dei rifiuti in città che secondo Veritas è in costante aumento. Ma come può aumentare se i nostri rifiuti li smaltisce un’altra ditta e se la popolazione è in calo? Si fanno forza su sentenze riguardanti contenziosi minori ma a questo punto noi andiamo avanti per la nostra strada e saranno i tribunali a stabilire chi ha torto ma, ripeto, noi vogliamo semplicemente pagare il giusto”.

(Nella foto: Leonardo Ranieri, consigliere di Gebis)