Trebaseleghe: cade e si fa male, ma il Centro commerciale vuole risarcirla con un buono spesa

Un buono spesa di miseri 200 euro, da utilizzare (presumibilmente) nello stesso esercizio, per risarcire la cliente dei danni fisici patiti in seguito alla rovinosa caduta sul park dissestato. Studio3A di proposte risarcitorie inaccettabili ne ha ricevute centinaia e centinaia dalle controparti dei propri assistiti, ma quella, peraltro da “prendere o lasciare”, avanzata dal Centro Commerciale Emisfero di Trebaseleghe, nel Padovano, probabilmente le batte tutte e inaugura una nuova frontiera del risarcimento, quella della Gift Card, come se ottenere quanto dovuto per un pregiudizio subito sia una sorta di “regalo” e se distorsioni, fratture o peggio ancora possano essere “parametrate” a qualche chilogrammo di carne e di verdura, a un po’ di pacchi di pasta o di riso o ad alcune bottiglie d’acqua o di latte.

L’infortunio in questione è successo la sera dell’11 ottobre 2021, alle 20.15, al Centro Commerciale in località “Crosarona”, a Trebaseleghe appunto, al confine con il comune di Scorzè (Ve). Protagonista della disavventura, una cinquantacinquenne della zona che, dopo aver lasciato l’auto nel park dell’esercizio, si stava dirigendo verso l’ingresso del lato sud per fare degli acquisti. Durante il breve tragitto, però, la donna, che calzava normalissime scarpe da ginnastica, è incappata in un’insidiosa buca determinata dall’asfalto rovinato a causa delle radici di un albero, non visibile a quell’ora serale data anche la scarsa illuminazione del piazzale né minimamente segnalata: inevitabile la rovinosa caduta a terra, in seguito alla quale la malcapitata ha battuto la testa, il ginocchio e la caviglia sinistra.

Sulla dinamica dei fatti nessun dubbio, la cinquantacinquenne è stata subito soccorsa da un altro cliente che era uscito dal centro commerciale e aveva appena raggiunto la sua auto, il quale ha visto in diretta tutta la scena e ha anche fornito la sua testimonianza: l’uomo l’ha aiutata a rialzarsi e a sedersi in un’aiuola del park, dato che non riusciva a reggersi in piedi. Così come sono assodate le responsabilità per omessa custodia e manutenzione del parcheggio da parte della proprietà dell’Emisfero, per di più indirettamente ammesse dato che successivamente alla denuncia di sinistro quest’ultima ha fatto rattoppare l’asfalto deteriorato onde scongiurare altre cadute.

Per fortuna, la cliente non ha riportato lesioni gravissime, ma neanche “bazzecole”: è tornata a casa e ha cercato di stringere i denti, ma poi, di fronte ai forti dolori e alle persistenti difficoltà motorie, si è dovuta recare per le cure del caso al pronto soccorso dell’ospedale di Camposampiero (Pd), dove le hanno riscontrato una brutta distorsione alla caviglia sinistra, oltre a quella del rachide cervicale e a svariate altre escoriazioni in tutto il corpo, per una prognosi andata via via allungandosi fino a superare i 40 giorni. La donna ha dovuto portare la cavigliera, camminare con l’ausilio di una stampella, sottoporsi a innumerevoli visite di controllo ortopediche e fisiatriche, assumere farmaci antidolorifici e seguire un costoso ciclo di sedute di fisioterapia per recuperare la funzionalità dell’articolazione. Peraltro non completa, in quanto le sono inevitabilmente residuati dei postumi. Alla visita medico legale di parte che ha sostenuto una volta stabilizzatesi le lesioni, in aprile, e basata appunto su criteri di valutazione “medico legali”, non “commerciali”, le è stata riscontrata un’invalidità permanente del 3 per cento che, sommata agli svariati giorni di invalidità temporanea, al grado non trascurabile di sofferenza patito, al danno morale e alle spese mediche sostenute, portano ad una quantificazione non lontana dai diecimila euro.

La danneggiata, per essere assistita nell’iter risarcitorio, attraverso la consulente legale dott.ssa Alessia Paccagnella, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito acquisito tutta la documentazione clinica, fotografica dei luoghi e testimoniale, sottoponendola ai suoi esperti, e dopo aver istruito un fascicolo completo ed esaustivo ha chiesto i danni alla società proprietaria del centro commerciale, che ha aperto il sinistro presso la sua compagnia di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, intestata al gruppo Unicoom Spa, e ha fornito le sue coperture assicurative. Da lì è iniziata una lunga trattativa con la Marsh Advisory, la società di intermediazione assicurativa e gestione dei sinistri che opera per conto di Unicoom. La quale non ha mai contestato la dinamica dell’evento né le responsabilità del proprio assicurato, ma ha offerto una proposta di risarcimento onnicomprensivo assai al ribasso, 200 euro, importo che peraltro rappresenta, da quanto ribadito anche nell’ultima risposta del 5 luglio ai solleciti di Studio3A, “la massima disponibilità del nostro cliente per la definizione stragiudiziale della pratica”.

Ma a fare ancora più specie sono le modalità con cui verrebbero liquidati questi 200 euro, ossia “in Gift card”, la cosiddetta “Carta regalo”. In buona sostanza, dall’Emisfero pretenderebbero che la cliente danneggiata tacitasse qualsiasi pretesa accettando 200 euro da spendere (si presume, non essendo stata fornita altra indicazione in merito) in acquisti nello stesso centro commerciale. I liquidatori di Studio3A, rimasti di stucco solo all’idea che possa essere concepito un tale “baratto”, hanno ovviamente e sdegnosamente respinto una tale proposta, non solo perché del tutto inadeguata in termini economici e di aderenza al danno reale patito dalla cinquantacinquenne, ma anche perché priva di qualsiasi fondamento giuridico e medico legale, oltre a non fornire motivazione alcuna sulle ragioni alla sua base. E se l’Emisfero non cambierà rotta si andrà fino in fondo con una causa civile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.