Una rete da pesca la causa della morte del delfino spiaggiato a Sottomarina

Potrebbe essere stata una rete di plastica, generalmente utilizzata per la pesca, la causa della morte del delfino, di specie tursiope, trovato spiaggiato sul litorale di Sottomarina. E’ quanto emerso dalla prima ispezione effettuata dal team del Cert, coordinato dal professor Sandro Mazzariol, sulla carcassa del cetaceo recuperata nei giorni e che è stata catalogata come il primo delfino spiaggiato nel 2021.

Sulla trachea dell’animale, infatti, le prime indagini post mortem, hanno evidenziato chiari segni di interazione con le attività ittiche. In particolare sulla laringe del delfino è stata trovata, infatti, una rete da pesca, forse scambiata dal tursiope per cibo, come spesso capita a cetacei e tartarughe dei nostri mari.

“Non sappiamo con precisione – ha spiegato il professor Mazzariol – se questa rete sia stata la vera causa di morte del delfino, ma sicuramente ha contribuito alla compromissione dello stato di salute dell’animale“.

Già nei prossimi giorni, quando si avvieranno altre indagine sulla carcassa del mammifero, si avrà un quadro più approfondito sulla causa di morte del tursiope. Si deve considerare che la specie tursiope è una specie protetta in un’area marina considerata ritenuta importante per questa specie e oggetto anche di contenziosi con il mondo della pesca locale. E’ per questo che la Guardia Costiera invita a chiamare il 1530 per emergenza di questo genere, permettendo interventi professionali ed autorizzati.

8Nella foto: il delfino spiaggiato)

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